Paola's profileSOGNI 'fuori' DAL CASSET...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    December 30

    Nuove strade

     
    Frenetici questi giorni. Pieni di vita,eppure così vuoti.
    Luci e colori. Sorrisi e bontà.
    Eppure qualcosa continua a mancare. Un tassello,forse un paio. O forse quanti ne bastano per far sì che l'intricato mosaico delle emozioni non arrivi a completarsi. Sfumati sono i suoi contorni, vaga l'idea di sè, improbabile il domani che lo attende.
    E allora i pensieri vagano, in fuga verso un mondo irragiungibile, laddove la vita scorre lenta e silenziosa,trainata da un'indelebile felicità.
    I sogni aiutano a distrarti. Il risveglio riporta alla realtà.
    Una chiacchierata in una fredda serata, a pochi giorni dall'inizio di un nuovo anno,mette in luce dentro di te stati d'animo e paure che mai avresti pensato di provare. Palesa i tuoi errori. Mette a nudo i tuoi pensieri. Ti lascia la libertà di giudicare, e giudicarti. Manipola vistosamente le tue apparenti certezze. E crolla quel castello di sabbia e di rabbia che avevi messo in piedi, con l'aiuto del tempo e della lontananza. Crolla la pretesa di uniformare il mondo a te. Ti riscopri più fragile,più piccola e indifesa. Più che mai bisognosa di braccia forti, capaci di stringerti forte forte a sè. E di darti calore.
    C'è qualcosa che non hai. C'è qualcuno che non hai.
    E la tua anima sembra contrarsi, fino a scomparire, in quel vuoto che si espande dentro te, lì nel profondo.
    Il vento soffia più forte, vibrando forte tra la gola e il cuore. Un cuore 'screpolato', da nutrire, da guarire.
    Troppo intensa la ferita.
    Troppo avida di sogni,che dovrò colmare.
    Troppo accesa di perchè,che dovrò tacere.
    Un riscatto ed una sfida,tra vendetta e pentimento, guideranno questi miei passi stanchi.
    Mai più il 'già dato' tornerà ad impossessarsi crudelmente del mio tempo e del mio spazio. Tutt'al più tenterà di rivivere, in immagini e parole, che mi si attaccheranno dentro, come una calamita.
    Ed in quel 'dentro' mi risveglierò,imboccando nuove strade.
     
     
     
    December 25

    L'attesa

     
    La sua atmosfera è magica, ogni volta.
    Ed è anche dolce, trepidante, malinconica e suadente.
    La vivo sorridendo, proiettando nel tempo
    immagini e paure, desideri e sogni infranti.
    La vivo e tremo. Di freddo, di gioia, di speranza.
    La vivo e temo. Perchè tutto poi scompare,all'improvviso.
    Basta colmarla. E il gioco è fatto.
     
    E' l'ATTESA.
     
    L'attesa di un giorno singolare, o come tanti.
    L'attesa di un evento che 'ritorna', e fa sognare.
    L'attesa di un abbraccio, di un sorriso, di un saluto.
    L'attesa di una lacrima di gioia,nel ritrovarsi ancora 'piccoli' nel cuore.
    L'attesa che non stanca.. e che non delude mai!
     
    ....Tanti auguri di buon Natale....
                       
     
     
     
    December 21

    Assonnata ma ottimista!

     
    Strana ed intensa questa giornata. Diversa da tutte le altre che di solito anticipano una partenza.
    Frenetica,emozionante, semplicemente pArTiCoLaRE!
    Da dove iniziare? Beh, non si può non nominare lui, che tanto ci ha fatto (e ci farà) penare con i suoi grafici e le sue dimostrazioni e che.. tuttavia.. è riucito ancora una volta a farci emozionare.
    Mi riferisco al Prof. Petrucci. Un uomo,un mito. Nessun altro corso di macroeconomia al mondo si sarà concluso con lo stesso 'glorioso' epilogo, reso possibile grazie alla sua straordinaria 'arte oratoria' e alla capacità di comprendere, mettere a nudo ed affrontare le problemtiche che fanno parte del nostro mondo, dalle nostre gioie, ai nostri bisogni di 'conoscenza', ai nostri limiti, alla fiducia che siamo in grado di riporre in noi in noi stessi. Sono riflessioni le sue, che andrebbero rilette ad ogni istante.
    "Studiate per CONQUISTARE LA LIBERTA'" perchè lo studio, la conoscenza, rende liberi da modi di pensare convenzionali, da rigidi schemi di sistemi massificati.
    "METTETEVI di continuo IN DISCUSSIONE,sarà un modo per riscoprire voi stessi". Il consiglio è stato quello di mettere sempre al vaglio le nostre scelte, le nostre convinzioni, per poter operare in noi dei cambiamenti quando scopriamo di essere affetti da errore.
    L'errore è fondamentale per crescere. Non operando cambiamenti nel nostro 'modus vivendi', rischiamo di entrare in conflitto con noi stessi e di rapportarci difficilmente all'altro nelle nostre relazioni interpersonali.
    L'errore, poi, è spesso legato a nostre 'limitazioni'. Bisogna avere la capacità di conoscere i propri limiti, lavorarci su e renderli in positivo.
    "Nella vita,ricercate i vostri maestri": nella vita bisogna avere dei punti di riferimento. Questi possono e devono essere per noi veri e propri 'modelli di vita', stimolo di crescita personale e lavorativa.
    "Ognuno punta ad un obiettivo, ad una destinazione  di felicità. Vi auguro la forza di lottare nei momenti di difficoltà. La vostra dev'essere una lotta basata su una grande forza d'animo,per far sì che poi possiate viaggiare verso il pieno raggiungimento delle scelte compiute!"
    Sono seguite citazioni di Platone e di Russel. E a sugellare il tutto.. un caloroso applauso, molto gradito!!
    Nella pausa pranzo mi sono poi incontrata con mia madre..toccata e fuga.. Sempre correndo sono arrivata un pò in ritardo all'imperdibile lezione di semiotica(ma non potevo mancare!). Peverini è stato splendido,come sempre.. e avverto sempre più la strana sensazione che la semiotica entrerà a pieno titolo nella mia tesi di laurea.. -Lo so che è presto!-.. E in effetti anche PP mi ha consigliato di concentrarmi innanzitutto su questo primo esame per superarlo al meglio (pur mostrandosi disponibile a riparlarne più in là!!!).
    Fine dei corsi...
    Pomeriggio 'on the road' in compagnia della mamma. Purtroppo per vari problemi i tram  erano stracolmi, e ci è toccato arrivare a piedi da Piazza Ungheria fino allo sbocco sulla Nomentana. La mia povera mammina è distrutta..(e anch'io)!
    In effetti, tra acquisti vari e regalini da consegnare, il pomeriggio è volato via in un attimo..recando con sè un'eco di gioia e stanchezza al tempo stesso. Una cenetta in compagnia. Poi di ritorno qui, a cercare di spiattellare qualche cosa in valigia, sperando che domani arrivi in fretta... (e crollando a poco a poco durante la scrittutra di questo post)!
    Il bilancio di questi 'primi mesi' è senza dubbio positivo, se mi ritrovo già a pensare con nostalgia al periodo appena trascorso.
    Ma anche tanta voglia di far ritorno a casa, voglia di 'famiglia' e di chiacchierate davanti al caminetto acceso, voglia di 'rimpatriate' e di simposi, voglia di Natale..e voglia di STARE BENE..
    Prometto che ce la metterò tutta per cominciare a 'costruire' pezzo dopo pezzo, il puzzle che mostrerà al mondo la mia storia, il mio percorso, la realizzazione della mia 'meta'...
    Sarà dura..ma ce la faremo...(assonnata ma ottimista!)
    Notte a tutti ..Paola
     
     
    December 17

    "Occorre prendersi il tempo per vivere,per essere felici"

     
    Mancano davvero pochi giorni alla chiusura dei corsi. Eppure il tempo sembra quasi dilatarsi, trascinandosi lento ed indolente.
    E questa volta, stranamente, non è il giorno della partenza a sembrarmi 'troppo lontano'.
    Avverto come la stranissima impressione di vivere intensamente giornate interminabili, piene zeppe di cose da fare.
    E giunta al termine di ognuna di esse, si dispiega davanti ai miei occhi lo scenario in cui proliferano tutte le altre ancora da 'intraprendere'.
    Un pò la stanchezza accumulata in questi tre mesetti si fa sentire; anche se, non dovrei lasciarmi abbattere più di tanto, visto che la parte 'hard'(direbbe Baldini), ovvero ''il duro lavoro" deve ancora avere inizio e necessita di energie 'supersoniche'!
    La sessione di esami che ho da affrontare un pò mi spaventa, e questo accresce naturalmente in me una sensazione di 'fastidio'.
    E' come un peso, in bilico tra il cuore  e la gola (la comune angoscia, per intenderci!) che mi tiene perennemente compagnia.... e non c'è niente che possa fare per 'scacciarlo'... perchè riconosco di essere fatta così. In questo so già che mai cambierò.
    Tutto è amplificato a mille, anche in termini di 'programmi' e 'aspettative'.
    Così mi divido tra lo studio(molto poco per la verità), le lauree delle amiche(beate loro!), i preparativi per le mille 'feste' natalizie organizzate..(Domani sera è la volta della grande festa tra noi ragazze: è prevista,oltre alla cena, una serata di tombolata e karaoke in compagnia delle 'forze dell'ordine'). E poi, le piccole scadenze da onorare, i fastidiosi test di lingua ad attendermi, le traversate della città per raggiungere parenti e amici.
    A tutto questo,però, si aggiunge la vita universitaria, quella dei sorrisi e delle chiacchierate, la sola che al momento mi faccia stare davvero bene, in attesa di ricongiungermi con quello che ormai da tempo chiamo il 'mio piccolo mondo'.
    Persone splendide, con cui sto imparando a condividere tanto. E a loro sento di dover dire grazie. Sì,perchè non sempre si rivela semplice stabilire un legame 'importante' con chi, nè per tua nè per sua scelta, si ritrova a trascorrere ore ed ore al tuo fianco, "nella buona e cattiva sorte" che reca con sè la comune scelta intrapresa. 
    Un'ardua impresa direi. Eppure credo di aver trovato volti..e voci.. e 'cuori'.. molto simili a me. Che come me vivono e affrontano il mondo, attribuendo importanza ad ogni singolo giorno, ad ogni singolo evento, ad ogni singolo istante. E ne sono felice, perchè sento di stringere legami che potranno accompagnarmi nel mio cammino verso il domani, nell'immediato o lontano futuro.
    Intanto sì, tanti progetti. Si apre l'idea e la possibilità, ancora tutta da definire, di una collaborazione con testate locali e di un' ''evoluzione'' in questa realtà impegnativa, volta a garantire 'risultati a lungo termine'.
    Per il momento resto come sospesa, a metà tra l'oggi e il domani. Un domani che sembra sempre lontano ma che, di fatto, avanza rapidamente. Per questo "Occorre prendersi il tempo per vivere, per essere felici" direbbe Bambarèn.
    Ed io non posso non dargli ascolto, essendo cresciuta proprio grazie ai suoi libri.
    Alle sue 'trame' così semplici, eppure così profonde, così ricche di amore per la vita e per tutto quanto essa 'implichi' o racchiuda.
    Insegnamenti e consigli da mettere in atto, dunque. Costi quel che costi.
    Prometto che ci proverò.
    Intanto notte
    (domani mi aspetta un risveglio in compagnia di Petrucci!)
     
    December 13

    Parlo con te...

     
    "Ti ho raccontato storie
    che ancora mi somigliano
    nell'universo nero si disperdono
    sono diversa sono nuova
    ma le note ancora mi appartengono


    Parlo con te
    Parlo con te

    E tu spiegami adesso
    tutto questo silenzio dove va a finire

    se non riesco a parlarti
    e non so più toccarti
    mi sento morire..

    Parlo con te
    Parlo con te 
     
    (...)
     
    Spiegami questa distanza
    spiegami tu l'indifferenza

    ora non so più mentire
    ho trovato il coraggio di dire
    che mi sento morire

    Morire come fosse l'ultima speranza
    di trovare una bellezza ancora intatta..."
     
    Così si annichilisicono i rapporti, nel caos di questa vita turbolenta, intenta a trascinare con sè tutto il 'vissuto' e anche di più.
    Così si entra nella 'fase matura', nell'universo delle riflessioni, delle domande che mai avranno una risposta, dei paradossi, delle contraddizioni.
    Qual è la forza motrice di questo mondo, che fagocita emozioni? Cosa la rende così potente da far sì che decida a testa o croce delle nostre vite, recidendo a piacimento legami più o meno importanti, e allontanandoci dall'altro in modo brusco e inaspettato?
    E soprattutto, perchè proprio ora arrivo a pormi queste contorte domande? Domande che non perseguono alcun fine, se non quello di dar voce a tutto ciò che avverto come un peso sullo stomaco, tutto ciò che in me si agita in attesa di una 'liberazione'.
    Pezzi di storia, della 'mia storia', si susseguono veloci, atterrano per poi risalire e.. come in una spirale.. si riavvolgono veloci, per poi dispiegarsi nuovamente, frapponendosi al mio sguardo attonito e inquieto.
    Chi ero, chi sono, chi sarò? E' un gioco di luci ed ombre. E' fantasia e mistero.  E' vita e non -vita. E' dolcezza e incomprensione. E' amore e indifferenza. E' conformismo e libertà. Ed il tutto convive, paradossalmente.
    Mi trovo qui, ancorata al presente, e sento di dover dare importanza ad ogni attimo che passa, ad ogni battito scandito dal sangue che mi scorre nelle vene.
    Ma un tempo mi trovavo altrove. Non è un 'voler tornare', solo un 'voler capire'. E volerlo ormai da un bel pò. Non mi è concesso, e allora soffro.
    Soffro nel veder lacerati rapporti che sono orami statici. Fredde mura tra le quali potrei rigirarmi all'infinito, senza ricevere un saluto, un sorriso, una parola.
    Non sempre il rapporto con l'altro va a buon fine. Ma quelle mura hanno il dovere di comunicarmi il perchè della loro 'freddezza'... è un'esigenza.
    Come fare ad intraprendere nuove strade, a calarsi in nuove 'vite', senza poter essere informati delle cause che ci hanno condotti a 'precedenti fallimenti', innanzitutto nei rapporti 'umani', poi anche in tutto il resto... Non ho mai smesso di mettermi in discussione, mai lo farò.
    Ma non basta. Il cambiamento e la ricerca..la conquista di una nuova identità bussano alla mia porta. Io sono sull'uscio, tentennante.
    Probabilmente, col tempo, mi deciderò ad aprire. E allora nuovi mondi 'possibili' mi entreranno dentro, srotolando in me le trame di un nuovo 'corso', di un rinnovato inizio. Sarà l'amaro in bocca a non andare via. La sottile ma pungente sensazione che qualcosa, nonostante tutto, è andata via senza un perchè.
     
     
     
     
    December 11

    Solo un piccolo pensiero..

     
     
    Solo un piccolo pensiero, buttato giù al volo.
     
    "L'incomunicabilità è un fenomeno fortissimo, proprio in una società dove la 'comunicazione' coinvolge potenzialmente tutto.
    Il passato scompare, non si guarda al futuro. Il presente diviene l'unico tempo legittimo, l'unica dimensione temporale in cui l'uomo confina se stesso. E si ritrova solo, vittima di una 'disperata solitudine' che lo slaccia da tutti i suoi legami,anche quelli più saldi. Fallimento, non solo suo, ma dell'intera società"
     
    E' questa la tragicità della società-moda di cui parla Lipovetsky; una società complessa in cui diviene molto faticoso vivere.
    Quella che egli chiama la 'moda matura', ha prodotto 'conformismo e libertà', leucemizzando le identità sociali, portando alla liquefazione il rapporto con gli altri. Mai l'uomo si è sentito così solo come in questa intricata realtà sociale.
    A ben vedere, le sue, sono considerazioni che si adattano benissimo ai nostri giorni, alla nostra vita.
    Indipendentemente dal fenomeno-moda e dalla sua influenza sulla nostra condotta umana, sulle nostre scelte, sulle nostre reazioni...
    ..non è forse questa la società della solitudine imperante? Si manifetsa sotto varie forme, in piccoli o grandi avvenimenti.
    A me è bastata una semplice telefonata per individuarne la presenza. E, sebbene essa non invada il mio mondo a 'livello patologico', di tanto in tanto sopraggiunge, mi tiene compagnia.
    Una telefonata,dicevo. "Io qui, mio padre di ritorno da un congresso fuori Roma, mia madre a casa."
    Ognuno in 'comunicazione' con l'altro. Ognuno solo con se stesso.  E a quest'ora, in camere diverse, in luoghi diversi ed in modi diversi , si dispiega un 'solitario&diverso' abbandono alla notte, alla profondità dei suoi sogni e dei suoi misteri.
    Una solitudine che non uccide, non ammala. Una solitudine che tuttavia sopraggiunge, sebbene mascherata da 'routine'.
    Poca cosa, forse. Ma a me ha fatto riflettere tanto.
    ...Tutto qui...
     

    "Io nel mondo. Il mondo in me."

     
    ..E oggi anch'io ho come avvertito il bisogno profondo di immedesimarmi in quel bambino che, nel guardare gli spazi vuoti di una carta geografica, desiderava poi raggiungerli, recarsi proprio lì dove nessun nome o colore era stato ancora impresso e reso noto all'umanità..
    Erano tempi un pò diversi quelli descritti da Conrad. Tempi in cui il mondo appariva finito, delimitato, racchiuso in confini che ne permettevano l'esplorazione a tutto tondo. E così, quel bambino, sarebbe davvero riuscito a raggiungerli quegli spazi, per lo meno con la mente. Tutto era possibile. Tutto aveva inizio e fine. Nulla era lasciato al caso, alla vaghezza, all'ambiguità.
    Il mondo era un tutto. Nulla al di fuori.
    Eppure gli uomini, in quanto parte di quel tutto, iniziarono a sviluppare una nuova concezione di sè in rapporto alla 'globalità'. A poco a poco presero piede meccanismi di coordinamento tra universale e particolare, sia a livello geografico che anche solo a livello 'sensoriale', emotivo, personale.
    E' da quel momento in poi che paralleli e meridiani iniziano a tessere le loro trame intorno al mondo: ogni luogo del pianeta diviene rintracciabile per 'combinazioni'.
    "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" invoca Gandhi : la tua azione di oggi, compiuta qui ed ora ,a livello locale, sarà determinante per il mondo di domani.
    Cambia il rapporto tra locale e globale.. nasce il GLOCAL.. nel quale noi siamo profondamente immersi, ancor più di quanto possiamo immaginare.
    Anche il mercato cambia le regole del gioco: il gusto si localizza e le 'diversità' da soddisfare sono alla base di produzioni e vendite.
    Il micromarketing inesorabilmente avanza : non più un sistema economico concepito come ''processo irreversibile'' e globale. L'imperativo è il "dOcHaKuKa" : Adattare ed adattarsi al contesto locale.
    Così il mondo si contrae, ma l'incomprensione cresce. Essa è abilmente messa in scena dal romanzo moderno, sulla base dello sfrenato DiAlOgIsMo degli UnIvErSi Di VaLoRi. Sì, come fare a non ammettere che viviamo tra universi di valori in contrasto, dai quali emerge silenziosa e impertinente, l'idea dell'INDIVIDUALITA'.
    Così, il mondo finisce, non  ha più un fuori. Ma il fuori , in realtà,  prolifera al suo interno. Un'implosione. Una deiscenza. Si rigenerano spazi e forme di "ALtEriTà".
    Fin da subito, anche i popoli indigeni, si pensavano come parte di una totalità, o come una totalità stessa.
    I loro nomi, quelli delle comunità più antiche, sono tutti traducibili con la parola UOMINI(più globale di così?)
    E la nostra stessa immaginazione, radicata fisicamente nello spazio locale, è proiettata altrove. Le enunciazioni da noi prodotte sono sì, situate e locali(non possiamo essere dovunque!), ma ci spostiamo di continuo in uno spazio globale, anche col solo potere del linguaggio. Allo stesso modo giochiamo ad inglobare l'altro, riconducendolo nella 'nostra sfera'. Ci accorgiamo poi di essere con lui immersi, in una realtà più ampia e sorprendente, che ci contiene entrambi, ed è a sua volta 'compresa'.
    Ogni località ha una visione globale.
    Ogni globalità si localizza.
    E' pur vero che la grande diversità esistente al mondo non consentirà mai una vera omologazione. L'eterogeneità di base impedirà una concreta e perfetta globalizzazione,per altro a più riprese ripudiata. Da molti, o da un unico 'ultimo uomo', che oggi (come nel 1984 di orwelliana memoria) si allontanerà dall'idea di una vita vissuta in quanto 'parte' di una società totalizzata.. ma a spese della libertà.
    Ed ecco che l'idea della modernità ci pone davanti a nuove sfide, si apre a più complessità, si immerge in pluralismi di ogni tipo.
    Paradossalmente,ciò che si ottiene, è che ciascuno invoca la propria identità, e con più forza.
    Ogni attore comprende qual è il suo ruolo, nell'ambito GlOCaLe, riunendo in sè 5 diversi 'panorama-flussi' ( EtNo , MeDiA, FiNaNcIaL, IdEO, tEcNO - SCAPEs).
    Ci sono flussi di persone che si muovono nel globo, mettendo in crisi rapporti sociali, politici, economici di massa.
    E ciò che a me più colpisce, è il 'ritrovare me stessa' in questi flussi. Me stessa e le mie sfide da affrontare. Me stessa e la mia vita, in bilico tra 'globale' e 'locale', e continuamente riassettata, stravolta, messa a nuovo.
     
    "Io nel mondo. Il mondo in me":
     
    "Quando gli uomini si spostano in luoghi diversi, entrano in contatto con nuove realtà, e sono costretti a riadattare le proprie prospettive (..)
    Lo spostamento rende fluide le IDENTITA', ma costringe chi si sposta a ritrovare i suoi nuovi panorami identitari per far fronte all'avvenuto cambiamento".
     
     
     
     
    December 09

    ''IL mio NOVECENTO''

     
     
    ... Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta.
    E di desideri ce n'erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa.
     Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita. 
    Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me.
    E' un viaggio troppo lungo.
    E' una donna troppo bella.
     E' un profumo troppo forte.
    E' una musica che non so suonare.
    Perdonatemi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro ...
                                                                                                            [Novecento]
     
     "Io sono nata su questa 'nave'. E qui il mondo passava e passa ancora, ma lentamente. E' come se la sua trama non si spezzasse mai, ma continuasse a dispiegare i suoi similari intrecci, all'infinito.
    E di desideri ce n'erano anche qui, ma non più di quelli che riesco a contenere dentro me, trasportando le mie membra ed il mio cuore 'altrove'.
    Suonavo la mia felicità, e non solo. La musica arricchiva le mie giornate e la mia mente. Infieriva sul mio tempo, che non era mai abbastanza. Ma ne ero felice. Ora suono la mia felicità, passo dopo passo, verso 'traguardi' che riassembleranno i pezzi di un'armoniosa melodia. Almeno si spera.
    Il mio sax osserva un pò in disparte, ma sa che tornerò. Un cambio d'ancia e via. Verso nuove 'scale'.
    Ho imparato così, forse inconsapevolmente. Ma il ricordo del mio nonno musicista ha inciso tanto. E il suo strumento è ancora lì, su quell'armadio. E da lassù riecheggia ancora l'eco di tempi ormai passati, volati via dal mondo. Lui con loro, è andato via.
    L'ho seguito. L'ho raggiunto. Con la musica, le note, la poesia.
    Io ho imparato così. E ne sono fiera.
    La terra, quella (a volte) sembra una 'nave troppo grande' per me. Mi lascia immobile e imperterrita, ricolma di perchè. E quando accade, avverto come la stranissima impressione, che si tratti di un 'viaggio troppo lungo', di 'una musica che non so suonare'.
    Eppure credo nella forza di quella melodia. Pian piano cresce, a battiti alternati.
    Un quattroquarti di passioni. Ed ogni quarto è movimento: cromapuntataPuntoESemicroma. Una legatura più ampia. Mille acciaccature. Tutto racchiuso in spartiti mAnOScRiTtI : arte pura, sebbene di difficile interpretazione. 
    E anche nelle scritture lineari, fatte di semibrevi un pò "lugubri"e pacate, lì sopraggiunge la sincope, ponendosi a cavallo tra emozioni contrastanti. 
    Cos'è la sincope? Se non un semplice spostamento d'accenti, da un tempo o suddivisone DEBOLE, a un tempo o suddivisione FORTE successivo.(O viceversa, Maestro fatti sentire!).
    Ma se dovessi costruire di pugno la melodia in questione, di sincopi ce ne sarebbero a bizzeffe, così come di ripetuti cambi di tonalità ..e anche di pause. Non per puro 'riposo'. Ma per concedermi anche degli attimi di pieno ascolto, in cui poter sognare, idealizzare, crescere.
    Perdonatemi, io SCENDERO'. Ma sarò pronta a risalire , in ogni istante, senza neppure chiedervi di 'tornare indietro'. Lo farò e basta. E tornerò. Per ripartire ancora. E poi ancora ritornare. 
    Ciò che ora sono, lo devo a questa nave.
    Ciò che sarò domani, lo dovrò a 'questa' nave e alla forza delle impronte lasciate proprio su 'quella terra' che ora sembra una nave troppo grande, un viaggio troppo lungo, una musica che non so suonare."
     

    è tutto qui...

     
     

    December 08

    Grazie...

     
    Entrare ed uscire dal mondo è possibile.
    E' possibile entrare ed uscire dalle frammentate realtà che stanno dentro questo mondo.
    Ognuna si identifica in un 'volto', in un sorriso, in uno sguardo.
    Ognuna ha una sua storia, raccontata all'infinito, mai negando neanche il più piccolo particolare.
    La percezione di fondo resta la stessa: quante cose cambiano, e in quanto poco tempo..
    .. fugge via ogni sospiro,inesorabilmente, sebbene non ancora saturo d' aria per 'scoppiare', non come vorrebbe.
    Rallentare. Rallenta. Rallentiamo.
    Il tempo 'freccia' alimenta l'incalzante ritmo della vita, scagliandosi insolente verso le grandi attese, fino a  calpestarne la dignità e il valore. "And 'Your' ShOw MuSt gO On"... alla velocità di un battito d'ali.
    Eppure tutta questa frenesia, colta in vari momenti e incanalata nel flusso di giornate intense ed incalzanti, ha abili nemici.
    Tazze fumanti di cioccolato e fragorose risate, ne eclissano il potere, cristallizzando le lancette almeno per un pò.
    Giusto il tempo di far sì, che in poche ore, tutto possa apparire ai tuoi occhi come il 'frutto di una mutevole normalità'.
    Un angolino dell'amato "Bar Centrale" era lì ad attendermi, caloroso e pieno di vita come sempre.
    Ire ad abbracciarmi, Anny a mostrarmi il suo nuovo taglio di capelli(un'idea per Francesca, davvero originale!) e poi...Fede,con la sua solita travolgente allegria a farmi sorridere, minuto dopo minuto.
    Un Vito un pò sfuggente.. se lo conosco bene c'è qualche cambiamento in atto, al di là di quello lavorativo che ora lo vede impegnato tra numeri e scartoffie. "Lascia stare. Ultimamente è un pò così" commentano le altre. A me però non va, voglio capire.
    Perchè è troppo il bene che gli voglio; è il mio 'amico amico' e tutto ciò che lo vede 'cambiare', mi porta ad indagare.
    E anche perchè, a ben vedere, con lui non si è mai sicuri dell'ipotetica novità : 'scherza o fa sul serio?'. Occorre sempre porsi questa domanda:) [Prima di andar via lo scoprirò]!
    Gianluca è giunto ad ''interrompere'' la chiassosa conversazione. Il 'tesseramento' di domani e i suoi programmi di 'vita associativa'(che stavolta proprio non seguirò alla lettera!) sono arrivati a scompigliarci un pò, in parte forse un pò deludendolo.
    Domani ci sarò, senza problemi, e con lo spirito di sempre.. Ma ulteriori promesse non mi sono concesse,proprio ora che la mia 'agenda' si riempie di date e di scadenze.. cercate di capirmi!
    Sebbene di breve durata,una gran bella serata.
    Serata piovosa.
    Serata di abeti sparsi nelle varie piazze, in attesa di essere addobbati.
    Serata di rumorosi 'botti' fatti esplodere qua e là, sulla strada bagnata.
    Serata d'inverno, una delle tante splendide serate già trascorse in questi anni. 
    Serata di guida notturna.
    Serata di incontri e resoconti.
    Serata 'mia' con tutti 'voi'... a cui dico grazie... per avermi riaccolta, informata, ascoltata, emozionata, divertita.
    Grazie perchè, con semplicità, riuscite sempre a rendere unico ogni singolo momento trascorso insieme.
    Notte a tutti... vi porterò nei miei sogni...
    Baci
    Paola
     
     
     
     
    December 07

    ..Buonanotte amore mio..

     

    Impermeabile ed ombrello alla mano.

    Ecco l’inizio di questa interminabile giornata:un presagio di pioggia mancato.

    Avrei dovuto capirlo fin da subito che il ‘cattivo inizio’ avrebbe pregiudicato il seguito, anche se occorre rassegnarsi al fatto che possano sbagliare anche loro,gli  omini con indosso un ‘testo chiuso’, divenuti ormai volti celebri e familiari grazie alla tv.

    La tv. I media. Sempre loro a far da sfondo alla nostra vita, ad ogni singolo aspetto che ci metta in relazione con il mondo, direttamente o indirettamente.

    Ancora una lezione dedicata allo straordinario ‘potere’ che esercitano sulla società , ai loro molteplici effetti e alle continue evoluzioni registrate nel corso degli anni.

    Da onnipotenti, a limitati, a ‘nuovamente’ ONNIPOTENTI. In diretto contatto con l’individuo e capaci di agire subitaneamente sui suoi istinti, sui suoi bisogni, sulla sua emotività – oppure mediati nella loro azione da fattori sociologici, dalla presenza di grandi leaders : proprio costoro, registrandone per primi l’influenza, saranno in grado di ritrasferirla, da abili manipolatori, alla massa.

    La massa : un universo impossibile da contenere in veloci e frammentate definizioni. Tanto ‘fascinatorio’ quanto sorprendentemente inquietante .

    “L’uomo metropolitano  reagisce con l’intelletto invece che col cuore. L’unico mezzo che è a lui concesso per procurarsi autostima è il riconoscimento altrui”

    “L'individuo eterodiretto è poco capace di distanziarsi dai modelli esterni così come il suo predecessore, ‘diretto’ dalla tradizione. Tuttavia, invece di orientarsi verso i modelli immutabili del passato, egli orienta il suo ‘io’ verso gli atteggiamenti, le preferenze e i gusti di quei contemporanei che costituiscono figure di spicco all'interno del gruppo di riferimento,di cui cerca costantemente l’approvazione, per paura di non essere accettato”

     

    Considerazioni che, a distanza di anni, non cessano di trovar conferma nell’altalenante realtà in cui siamo immersi. Esistenze anonime, legate le une alle altre da fili indissolubili, tentano di sopravvivere finché possibile alla sfrenata propaganda mediatica, con l’unico risultato di mostrarsi flebili e impotenti, ‘chinando il capo’,per poi soccombere. O peggio ancora , trasformandosi  da vittima ad ‘autore’, da ‘opponente’ ad aiutante, non cessando di promuovere i destabilizzanti effetti  di una manipolazione irrefrenabile, che travolge ideali – animi – coscienze; trasformando liberi pensieri, in subdole e striscianti menti, onorate di servire sua maestà ‘potere’ (nobile,politico, mediatico).

    Una pausa, un caffè,una chiacchierata.

    Pronti a ricominciare : Orwell, Huxley,Bradbury. L’impossibilità di riscattarsi dall’imperante controllo sociale alla base dei ‘tre mondi’ verosimili da loro descritti. L’immediata e incontrovertibile percezione di una prigionia letale, che obnubila pensieri, parole, sentimenti.  Si passa dai ‘Due minuti d’odio’,  base della propaganda politica e della riedificazione morale in ‘1984’, all’ “Euforica,narcotica,gradevolmente allucinante” droga perfetta che omologa le menti di individui catapultati nella vita dall’alto di una provetta in “Il mondo nuovo”, ai volumi di carta da bruciare, per impedire alle idee di cristallizzarsi, agli individui di ricordare la propria storia, al tempo di lasciare dietro di sé segni evidenti del suo passaggio, in “Fahrenheit 451”(temperatura a cui la carta brucia).

    La lezione ha lasciato il segno, scandendo profondi battiti  e conducendoli, pian piano, fino all’anima. Bello. Coinvolgente. Ricco. Entusiasmante. Un dialogo,un confronto. Una rivisitazione, un crescendo.

    Un crescendo di emozioni,talmente contrastanti che, unite a precedenti considerazioni,pensieri, inquietudini, incertezze, sono arrivate a fondersi a tal punto.. da non darmi più modo di riconoscere quanto ci fosse di buono da salvare e quanto da buttar via,velocemente.

    E così,perdendo di vista il contatto con il mondo, e immergendomi nei meandri di un’oscurità tanto più tetra quanto più in alto i miei sogni sono in grado di arrivare, anche con la sola forza del pensiero, e il solo vento favorevole della volontà incessante… mille lacrime sono venute giù,inesorabilmente.

    Calde,indisponenti. Eppure dolci, ammalianti. Non so come, ma è successo.

    Trepidazione e angoscia. Desiderio di ‘esserci’ e ‘paura di non farcela’. Soddisfazione e pentimento.

    E  all’improvviso, l’imprevedibile. (Una ‘politica’ non annunciata direbbe Petrucci..un effetto ‘surprise’!)

    Assorbiti gli effetti dello strano pianto… silenzioso e irriverente..  nuove energie si sono ricreate, conducendomi  tenacemente  in stazione, a bordo di un treno che attendeva me da tempo (un mese esatto!).. per riportarmi qui, tra queste calde ed accoglienti mura. 

    Ed ogni volta è ‘pura emozione’, il momento del ritorno. Ogni piccolo particolare è già indelebile ricordo. La ‘mia’ canzone urlata in macchina, fino a coprire musica e parole.. ed intanto osservare, attentamente, una realtà immutabile e per me ‘perfetta’. La natura,  le strade, la gente. I giardini spopolati e le piazzette sempre uguali. La nuova scuola quasi pronta e l’atmosfera del vicino Natale.                                                  

    L’abbraccio di mia madre, che sembrava non avere fine. Corrersi incontro e ricongiungersi e, nell’attesa del ‘contatto’,  già prefigurare dentro di sé l’indescrivibile magia di quell’istante, carico di gioia e di perché.                              

    E…infine… un “Buonanotte amore mio”… da quella donna forte, tra le cui braccia sono cresciuta.. Piccola, indifesa.. e,  anche se tardi, ancora sveglia solo per me, per rivedere il mio sorriso..

    Ora sì,mi sento bene.

    Notte a tutti.

    Paoletta

     

     

     

     

    December 04

    "Io dovevo nascere personaggio"

     

    E’ proprio vero che certe cose ritornano,prima o poi. 

    E quando accade, di risposte ce ne sono ben poche.

    I dubbi, invece, quelli si espandono a macchia d’olio, travolgendo le convinzioni più salde e le scelte date fino a quel preciso istante per migliori.

    “Io dovevo nascere personaggio” ripete di continuo Francesca.  Col tempo inizio a condividere questa sua visione del mondo;un mondo da vivere, senza volerlo né saperlo, come attore di una storia e delle complesse articolazioni che ne costituiscono la trama.

    Calati in un’identità che prende forma, riga dopo riga, poco importa se dall’autorevolezza di una penna illustre o dalla creatività di un semplice esordiente. Saresti lì, ‘nell’intessuto di non detto’ che ogni testo rappresenta, a comunicare molto di più di quanto quello stesso autore avesse intenzione di fare.. e a sprigionare pensieri, riflessioni, dibattiti infiniti nel tempo.

    Azioni ed emozioni vissute su commissione altrui, non rappresentano a ben vedere una visione molto liberale, romantica e suggestiva della vita e di quell’immenso scenario fatto di ‘scelte’, ‘rischi’, ‘avventure’ ed esperienze.  La vista del lettore sempre addosso, a cercar di cogliere, in ogni tua battuta qualche elemento in più, al fine di attivare le sue ‘’passeggiate inferenziali’’ e puntare tutto ciò che ha nelle sue ‘’scommesse abduttive’’, rischiando ad ogni passo di cadere e di dover  ricominciare ….fino a giungere poi, ‘per confutazioni ed errori’ , ad un’ipotetica fine.  E da lì , ad un rinnovato punto di partenza.

    Eppure c’è un potere tremendo in quelle 4 semplici parole che si rincorrono, dando vita ad una frase che ha dell’impossibile e che, allo stesso tempo, richiama mondi possibili per lo meno ‘menzionabili’…  " Io dovevo nascere personaggio”.

    Ma poi,non è forse banale accontentarsi del ruolo di superficie?  Perché non rammaricarsi di non essere nati attanti?

    Eh no. E’ davvero tutto qui. Non è forse in superficie che si articola quanto di più bello,ricco, vivo, ritmato ed interessante un testo narrativo abbia da offrire? Il tono di voce, la qualità dei versi, lo stile della prosa, la musicalità della narrazione, la capacità di far conoscere agli altri tutto di te, o di lasciar loro nascosti i tuoi pensieri più profondi.. ‘parallessi o parallissi’.. e all’improvviso ogni  sfumatura del tuo fittizio ‘io’ acquista un valore.

    Bello divagare. Altrettanto bello sarebbe poter  farne le spese sulla propria pelle, di questa vita pluri-isotopica,  a mille dimensioni, una per ogni nuova trama..

     Un pAnThA  rEi … Una rinascita continua.. ed una continua evoluzione del tuo ruolo nella pagina, attraverso le sferzate d’inchiostro nero  che, pedissequamente o a capitoli alterni, parleranno di te, sulla base di ‘strategie’ e ‘previsioni’ altrui.

    Chi ti leggerà , chi entrerà nella tua ‘storia’, presterà attenzione a te..non al tuo creatore.                                                    

     Sarai tu ad innescare stima o disappunto, ammirazione o antagonismo.                                                                

     Ce ne saranno di occhi a scrutarti nei tuoi gesti, nelle tue parole, nelle tue scelte. Ce ne saranno di cuori ad immedesimarsi  in te, nelle tua angosce, nel tuo odio-amore verso il mondo. Ce ne saranno di reazioni istintive.. o elaborate nel tempo .. frutto di recondite memorie ed esperienze accumulate o disattese, che si espliciteranno nel sussurrare,o gridare forte al mondo: "Io dovevo nascere personaggio"         

    Ed allora ritroverai in quegli occhi,in quel cuore, in  quella mente..un’altra dimensione da attribuire alla tua esistenza.. sulla base di una ciclicità apparente,o forse troppo reale per poterla accettare fino in fondo.

    Una ciclicità suadente, permissiva, subdola  ed inaspettata.. (e gli aggettivi sono sempre pericolosi..ma li voglio tutti!) condurrà i tuoi passi indietro nel tempo, oppure opterà per il contrario. Ad avanzare, fino al tuo cospetto, ci sarà tutto quanto  credevi di aver buttato via per sempre,accantonato in una vecchia scatola e lasciato lì, in un angolo della tua anima, soffitta polverosa piena zeppa di ricordi.

    Ricordi che, inscatolati dai pensieri  e rinvigoriti dal tempo ,dal gioco delle attese, si trasformeranno in impronte evidenti, tatuaggi sul cuore.. indelebili segni dell’inesorabile e lancinante ricomparsa.. mai voluta,mai inseguita.. di un passato che non è mai passato…

    Tu non saprai mai quando, né perché.

    Ma..…………………….E’ proprio vero che certe cose ritornano,prima o poi. 

    E quando accade, di risposte ce ne sono ben poche.