Paola's profileSOGNI 'fuori' DAL CASSET...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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November 29 No, non è tempo di bilanci.Domani termina novembre.. e il Natale si avvicina, a poco a poco.
No, non è tempo di bilanci.
O forse, per i bilanci non c'è tempo. Ora come ora.
Giornate intense si rincorrono veloci. E vorrei fermare il tempo per non lasciarle scivolare via così.
Per riuscire a cogliere, in ciascuna di esse, qualcosa che possa fare la differenza.
E darmi così la consapevolezza di non aver vissuto 'invano'.
La pioggia non aiuta. Ultimamente diventa 'spossante'.
E' come una cappa e mi impedisce di uscire allo scoperto.
Di proiettare al di fuori tutto ciò che sento.
Così lo custodisco per me, ne divento gelosa. Evito che altri possano venirne a conoscenza.
E questo perchè non capirebbero. Non nel modo giusto.
Si limiterebbero ad annuire, o forse a darmi ragione.
Oppure non condividerebbero nulla. E questo per me è un 'non capire', in questo momento.
Perchè in fondo io mi rendo conto che tutto va bene nel modo in cui lo sento e lo avverto dentro.
E' una consapevolezza presente raramente in me. Ma quando c'è, è forte. Non lascia spazio a dubbi.
Così vivo in mezzo agli altri, restando tanto in me.
E mi lascio 'emozionare' dalle gioie più lontane nel tempo, così come dagli eventi non ancora accaduti.
E chiedo con insistenza di poter 'esserci', per viverli di persona.
Anche per questo attendo con ansia il mio ritorno a casa, dopo quasi due mesi di assenza.
Per non 'perdermi' nulla di ciò che accadrà o che a momenti, forse, sta già per accadere.
Qualcosa che ha il potere di sprigionare emozioni così forti.. che una tastiera non riuscirebbe mai a descrivere.
No, non è tempo di bilanci.
E' tempo di vivere freneticamente tutto ciò che accade.
E' tempo di non lasciarci sfuggire tutto quello che oggi abbiamo e che domani non ci sarà.
E' tempo di recuperare quello che abbiamo già perso, o lasciato andare via.
E' tempo di 'riempire il tempo'! November 25 Esserci"Eppure, per quanto indubitabilmente sia meravigliosa la luce della sera,
c'è qualcosa che ancora riesce ad essere più bello della luce della sera,
ed è per la precisione quando, per incomprensibili giochi di correnti,
scherzi di venti, bizzarrie del cielo, sgarbi reciproci di nubi difettose,
e circostanze fortuite a decine, una vera collezione di casi, e di assurdi
- quando, in quella luce irripetibile che è la luce della sera,
inopinatamente, piove.
C'è il sole, il sole della sera, e piove.
Quello è il massimo.
E non c'è uomo, per quanto limato dal dolore o sfinito dall'ansia,
che di fronte a un'assurdità del genere non senta da qualche parte
rigirarsi un'irrefrenabile voglia di ridere.
Poi magari non ride, veramente, ma se solo il mondo fosse un sospiro più clemente, riuscirebbe a ridere.
Perche è come una colossale e universale gag, perfetta e irresistibile.
Una cosa da non crederci.
Perfino l'acqua, quella che ti casca sulla testa,
a minute gocce prese di infilata dal sole basso sull'orizzonte,
non sembra neanche acqua vera.
Non ci sarebbe da stupirsi se ad assaggiarla si scoprisse che è zuccherata. Per dire.
Comunque acqua non regolamentare.
Tutt'una generale e spettacolare eccezione alle regole,
una grandiosa presa per il culo di qualsiasi logica.
Un'emozione.
Tanto che tra tutte le cose che poi finiscono per dare una giustificazione
a questa altrimenti ridicola abitudine di vivere certo figura anche questa,
in cima alle più nitide, alle più pulite: esserci,
quando in quella luce irripetibile che è la luce della sera,
inopinatamente, piove.
Almeno una volta, esserci. " November 24 E quella lì era la felicità"Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini,
come l'istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata.
Se le sarebbe portate dietro per sempre.
Perché è così che ti frega, la vita.
Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata
e ti semina dentro un'immagine,
o un odore,
o un suono
che poi non te lo togli più.
E quella lì era la felicità.
Lo scopri dopo, quand'è troppo tardi.
E già sei, per sempre, un esule:
a migliaia di chilometri da quell'immagine,
da quel suono,
da quell'odore.
Alla deriva."
A. Baricco - Castelli di rabbia November 19 ..scapperò presto in FranciaGiornate lunghissime.
E al di là dei corsi da seguire, si moltiplicano le preoccupazioni proiettate più in là nel tempo.
Sono una persona ansiosa, lo sono sempre stata.
E a volte la mia ansia è 'benefica'. Mi dà grinta, mi aiuta a tenere duro fino a quando le cose non si tranquillizzano ai miei occhi.
Altre volte mi logora, mi fa agire in modo diverso da come vorrei. Sprigiona una 'me' diversa. Una persona in cui non mi riconosco.
Tutto procede, a piccolo passi. E tutto sommato la situazione è ancora sotto controllo.
Un esonero ieri. Uno tra meno di un mese. Ma volendo queste sono prove che si superano tranquillamente.
Il vero problema è 'volerlo', appunto.
Strani cambiamenti in me, nel mio modo di pensare.
Strane le considerazioni a cui giungo al termine di queste lunghissime giornate.
Strane le lunghe chiacchierate con le persone a me care, offerte telefoniche a parte.
C'è la consapevolezza dei cambiamenti sopraggiunti. C'è la percezione che il mio 'non essere più una bambina' si rifletta in tutto.
Nei discorsi, nei progetti, negli 'scambi' e negli 'aiuti' reciproci. I miei grazie non saranno mai abbastanza.
E poi ci sono io. Con tanta voglia di fare. Con poco tempo per poter fare tutto.
Con mille idee e progetti. Ma quasi con la paura di farli crescere. O forse solo con la paura di non esserne capace.
Almeno il mio francese migliora e la mia amica erasmus è sempre più soddisfatta..
..scapperò presto in Francia e non mi vedrete più!
November 14 ''Che tu pensi di farcela o di non farcela, hai ragione''"Che tu pensi di farcela o di non farcela, hai ragione".
Una frase ascoltata distrattamente, in una serata in cui la stanchezza era più forte della concentrazione.
Una frase che mi ha come 'risvegliata'. 'Dipende tutto da noi' è stato questo il prosieguo.
Se ti convinci di farcela, ce la farai. Perchè metterai nelle cose che hai da fare, nelle sfide da affrontare, la giusta grinta e la giusta energia per portarle a termine.
Ma se pensi di non farcela, non ce la farai. Ti arrenderai in partenza e ogni scusa sarà utilizzata per fermare i tuoi passi. Per sussurrare a te stesso: "doveva andare così".
Poco fatalista e molto pratica. Si, lo ammetto, sono sempre stata così.
E forse è questo il motivo che mi spinge a prestare attenzione a questa breve citazione.
C'è chi lascerebbe cadere il mondo, pur avendo la possibilità di evitarlo, spinto dalla convinzione che in fondo tutto segue un ciclo che non si può interrompere. E che ogni tappa è stata già decisa.
Molto spesso capita anche questo, non lo metto in dubbio.
Ma credo fermamente nel fatto che conta molto di più il 'credere' in qualcosa, la 'volontà' di raggiungere ciò che si vuole.
Senza tali presupposti, sarebbe inutile vivere qualsiasi giornata. Inutile impegnarsi per portare a termine qualsiasi cosa, tanto alla fine tutto andrebbe nel verso già "prestabilito".
E poi prestabilito da chi? Da cosa?
Non mi addentro in discorsi 'metafisici'. Non è il caso. Non è il luogo.
Ognuno avverte dentro sè convinzioni proprie in cui ripone fiducia e aspettative.
Tutto sta nel riuscire ad essere coerenti e non fermarsi all'apparenza.
E' molto semplice giudicare dall'esterno ciò che 'appare' ai nostri occhi in un determinato modo.
E' molto semplice farlo mostrando disappunto, avanzando giudizi e commenti. Quanto tempo si dedica invece a indagare nel profondo, prima di aprir bocca?
Forse lo stesso che si impiega per far star male, per deludere, per fra crollare castelli di sogni.
Lo stesso che si impiega per 'distaccarsi dal mondo' e dall'alto osservare con superbia ciò che accade ai propri piedi.
Non avendo neppure la minima consapevolezza di cosa significhi vivere 'laggiù'.
Lo stesso che si impiega per rinunciare. Per ribadire a se stessi: 'tanto non ce la faccio, non ce la farò'.
Siamo noi a decidere cosa andrà a buon fine. Noi a metterci l'anima per veder realizzati i piccoli traguardi che ci attendono. Noi a proiettare in là nel tempo quelle che oggi sono semplici aspettative e domani, magari, saranno molto di più.
Senza riporre un minimo di fiducia nelle scelte che compiamo, nulla accade.
Di coincidenze ne esistono, certo. Ma se non vengono 'colte' e alimentate, non regaleranno poi granchè.
Dobbiamo solo compiacerci del fatto che, in ogni caso, abbiamo ragione.
Sia che pensiamo di farcela. Sia che pensiamo di non farcela.
Ma abbiamo ragione perchè dipende tutto da noi stessi.
Senza neppure accorgercene, spesso riusciamo a convincerci solo di ciò che vogliamo.
November 13 a testa in giùHo ripensato a tante cose stasera, mentre tornavo a casa.
Camminavo sotto la pioggia e il mio piccolo ombrello sembrava non bastare a proteggermi.
Ad ogni passo mille pensieri sopraggiungevano, assecondando il ritmo delle grandi gocce che venivano giù. Per poi dissolversi, non appena quelle stesse gocce toccavano terra.
Era un continuo rigirare di idee, di sensazioni. Era un 'riciclo' di battiti e attimi già vissuti, che ritornavano e si rimescolvano. Era un continuo sorprendersi, ritrovarsi e riperdersi.
Era sincerità e menzogna. Verità e apparenza. Realtà e immaginazione.
E tutto cambiava aspetto, improvvisamente.
C'erano scene di vita assaporate davvero, ma anche momenti mai vissuti. Eppure vividi, messi in luce dalla forza dell'immaginazione.
Una risposta inconsapevole a tutti quei 'Se avessi..', che si esplicitava da sola. E si palesava ai miei occhi come evento passato.
Anche se mai passato davvero.
Il mio passo era veloce. Il mio sguardo distratto. Eppure avvertivo tutto.
Tutto ciò che mi era intorno e tutto ciò che si agitava dentro.
Ad un tratto la luce dei lampioni, flebile e ingannevole, mi ha fatto anche temere di essere inseguita.
Ma era solo la mia ombra, più alta di me, più veloce dei miei stessi passi.
Sono rientrata. E tutto si è come 'fermato'.
Ho tolto l'impermeabile. Ed è come se avessi tolto una corazza.
Una corazza magica che consente di passare da una vita all'altra, da un mondo all'altro.
Nuove sensazioni in me. Dei minuti precedenti, solo vani ricordi, vissuti tra disincanto e suggestione.
Difficile da spiegare. Ma è stato come trovarsi all'interno di una clessidra. Qualcuno l'ha capovolta all'improvviso.
E anche 'il mio tempo' è ricominciato a scorrere, imboccando la direzione opposta a quella appena percorsa.
Ma prima o poi tutto si ribalterà. E io tornerò di nuovo a testa in giù.
November 11 due diverse realtà..'Si diventa grandi.. prima o poi'.
Forse dovrei riformulare la frase, allontanarla dal motivetto di una canzone che tra l'altro non conosco.
Ma voglio lasciarla così.
Perchè mi dice tanto di più.
Sono tante le persone che, in occasioni diverse, ultimamente mi dicono: ''stai crescendo''.
A dirmelo è chi mi conosce bene, chi mi ascolta e mi sta accanto ad ogni passo.
Chi, sentendomi parlare, riflettere, sfogarmi.. nota in me dei cambiamenti.
Nel mio modo di fare, di essere, di agire.. qualcosa di nuovo.
E anch'io avverto tutto questo.
In tante piccole cose. Ho perso molta di quell'istintività, di quella irrazionalità che fin da piccola mi ha accompagnata.
Mi accorgo di essere più distaccata rispetto alle cose che accadono. Belle o brutte che siano.
Distaccata non nel senso di 'indifferente'. Distaccata nel senso di meno impulsiva.
Meno reazioni forti fin da subito.
Poi magari ci metterò anche di più ad assimilare gli eventi. E me li trascinerò dietro per molto tempo.
Ma il modo di affrontarli cambia, si ammorbidisce. Anche se l'emotività, la sensibilità.. non vanno via.
C'è anche chi mi dice, mettendosi 'nella mia stessa barca' : ''stiamo crescendo''.
E' la voce di chi condivide momenti o esperienze simili. E rivive attraverso ciò che dico e ciò che faccio, cambiamenti già assaporati.
Lì entra in gioco la percezione che in fondo, tutto faccia parte di un 'percorso'.
Siamo tutti un pò diversi. Ma simili al tempo stesso. Molto più di quanto possiamo immaginare.
Non so dove mi porterà tutto questo discorso.
Forse sono solo quattro lettere buttate giù a caso, che ricercano una loro coerenza.. e che alla fine peccheranno di disorganicità.
Ma tante cose cambiano. Ed è bene immortalare i segni di questi cambiamenti, a partire dalle proprie consapevolezze.. dai propri punti di vista che maturano e si arricchiscono.
E' bene dar prova a se stessi come agli altri, di essere presenti in ciò che si fa e in ciò che si vive.
A tal punto da stupirsi delle proprie azioni e reazioni, individuando i particolari più 'diversi' e 'inconciliabili' se paragonati al passato.
Ieri - oggi; due diverse realtà..
che a volte si fondono, a volte si distaccano.
A volte, semplicemente, si rincorrono. November 09 Nell'attesa dell'arcobaleno..Sono appena rientrata.
Una passeggiata e uno yogurt al cioccolato in compagnia.
E' stata un'uscita non programmata, tutto deciso in pochi minuti. Uno shampoo al volo.
Forse l'umore non era neppure adatto e la testa era piena di pensieri.
Ma bastano piccole cose per far cambiare aspetto ad una serata come tante.
E poi lo yogurt era davvero buono. Ci tornerò.
Ultimamente sento che tante cose si agitano in me. Viaggiano veloci, scontrandosi di continuo.
E ancora non riescono a trovare il loro posto. Litigano. Combattono.
Non c'è stabilità. Non c'è serenità.
Ma non in un senso puramente negativo.
Usando una metafora più volte ripetuta, 'il buio pesto' si è dissipato.
Ed è stato possibile agendo solo con la testa, con la forza di volontà.
Dentro di me, però, non c'è niente che arrivi a definirsi. Niente che imbocchi una chiara direzione.
E' tutto ancora in bilico. Fluttuante.
Si, il buio è scomparso. Ed è ormai giorno.
Ma non riesco ad avanzare previsioni di alcun tipo. Il cielo sembra sereno.
Eppure all'improvviso potrà sopraggiungere la pioggia, le nebbia, la grandine.
E abbattersi con forza su di me. Dovrò ripararmi e attendere che smetta.
Attendere il ritorno del sereno, ancora una volta.
Non so se il confronto regge. Ma di fatto è così.
Vivo sotto un cielo incerto. E accetto il rischio di uscire, pur sapendo che potrei imbattermi in un violento temporale.
C'è un'unica cosa che mi consola. E' una speranza.
La speranza di poter presto intravedere, al ritorno del sole..
anche solo in una pozzanghera..
i colori dell'arcobaleno. November 08 Chissà se..Per oggi basta.
Riconosco che mettere ordine tra le idee di mm è davvero estenuante.
Lui è 'molto love' (direbbe Fra), ma le sue idee sono troppo confuse.
Ho passato ore a 'decifrare' appunti, cercando disperatamente un filo logico.
Credo di averlo trovato alla fine. Ma è stata dura!
E' stata una giornata di pioggia. Cielo cupo. Clima invernale.
E forse queste frasi a 'tripla focalizzazione' irriterebbero a morte Carioti.
Ma quando non scrivo articoli posso permettermi di lasciarmi andare, tutto sommato.
E non so neppure perchè sto scrivendo così, quasi come in un'ampia colonna.
Forse proprio perchè ho terminato da poco un articolo. Anche se qui mancano troppe cose.
Dovrei 'giustificare' e selezionare la giusta interlinea.
Però vabbè.
Pensieri scombinati, me ne rendo conto. Ma volevo ci fosse un piccolo segno del mio passaggio qui.
Interventi meno 'tormentati', e forse anche meno fastidiosi agli occhi degli altri.
Sto accontentando tutti, a ben vedere.
Chissà se ci sarà mai qualcuno capace di accontentare me..
November 03 Due viteLeggo e rileggo il blog di una cara amica.
Ha scritto tanto.. e parlato di cose a cui ho fatto spesso riferimento anch'io, tra queste mie 'pagine virtuali'.
D'altronde condividiamo la stessa esperienza, la stessa vita da fuorisede. E a ben vedere, le emozioni che ha tirato fuori scrivendo.. sono le stesse che spesso abitano in me,che mi spingono a riflettere.
C'è della forza, della sensibilità, del 'vissuto' in quelle frasi che si susseguono. C'è la voglia di capire e la speranza di non arrivare mai a una soluzione. Perchè in fondo non dovrebbero esserci neppure troppe domande.
C'è tanto che ci accomuna, anche in riferimento al passato. Cinque anni di liceo vissuti fianco a fianco e mille emozioni condivise insieme.
La sensazione, che è poi la realtà, di vivere 'due vite' è stata descritta in modo diretto.
"Due vite che a volte si confondono, si mescolano, altre volte si srotolano parallele, e io non faccio che saltare da una parte all'altra. Sono sempre e comunque io, ma cambia tutto il resto, o quasi. Ed è proprio quel 'quasi' che mi ha permesso di fare certe scelte. Senza quella costante non andrei da nessuna parte. Pensare che in qualche modo certe realtà non cambieranno mai è un trampolino di lancio per le cose più impensate. Poi niente impedisce di chiudere gli occhi e buttarsi comunque, prendere tutto con più leggerezza, senza pensare troppo. Sarebbe anche più facile lasciare spazio solo alla vita, senza farsi troppe domande."
Poniamoci le domande giuste. E andiamo avanti con la volontà di ricercare le risposte migliori, quelle che più si addicono al nostro modo di essere. Quelle che possano arrivare a definirci in pieno.
Ma non chiediamoci troppo. Lasciamo 'spazio solo alla vita'. November 02 Una lunga metaforaUn vetro terso e trasparente.
E' l'ideale per non perdere di vista punti di riferimento imprescindibili.
L'ideale per non oscurare le distanze tra la vita che viviamo, e quella che ci attende.
Limpidezza, trasparenza. Nelle azioni quotidiane come nelle emozioni.
Ma soprattutto capacità di scollarsi di dosso le 'etichette' che più ci fanno male, gli sbagli che più ci trasformano.. allontanandoci dal nostro modo di essere.
Volontà di pulire quel vetro, ad ogni passo. E di farlo con energia, con perseveranza.
Ogni gesto può macchiarlo, renderlo opaco. E ad ogni passo può venir meno la voglia di farlo tornare a 'brillare'.
Basta davvero poco per decidere che azioni ed emozioni non debbano per forza essere limpide e trasparenti.
Per decidere che in fondo tutto ciò che si trova al di là del vetro non ci interessi più. E che quel che conti sia solo l'istante, il momento presente, da vivere senza un perchè.
Una lunga metafora.
Ma mi sono semplicemente limitata a rielaborarla, forse in termini meno espliciti rispetto al modo in cui mi è stata narrata.
Mi ha colpita davvero tanto. E mi ha fatto riflettere.
Devo solo capire quanto limpido sia il vetro che ho davanti.
E quanta voglia c'è di farlo brillare. Quante energie sento di voler dispiegare... |
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